A quindici anni dalla pubblicazione del celebre libro di Putnam sulla tradizionecivica nelle regioni italiane, il capitale sociale (la rete delle relazioniinterpersonali all’interno di una comunità), definito da alcuni comeun vero e proprio «tesoro nascosto», si conferma strumento prezioso pertracciare un profilo del nostro paese e delle sue divisioni interne. Rispettoa Putnam questo volume presenta una novità di grande rilievo: l’analisiscende a livello provinciale, con una serie di mappe a colori delle 103province italiane e una «classifica finale» che mostrano la distribuzionedel capitale sociale con un dettaglio del tutto inedito. Ne emerge sì unafrattura fondamentale lungo i confini meridionali di Toscana, Marche eUmbria, ma anche differenze altrettanto interessanti all’interno delle dueripartizioni principali. Al sud sono poverissime di capitale sociale laCampania e la Calabria, mentre in una situazione migliore si trovanoalcune zone della Puglia, della Basilicata e della Sicilia, ma soprattuttol’intera Sardegna. Al Nord, d’altra parte, vi sono aree del Veneto, dellaLombardia e del Piemonte – in una certa misura sovrapponibili a provincedell’Italia «leghista» – con bassi livelli di capitale sociale. Un mosaicoper certi versi inatteso: Sassari supera Belluno, Verona, Padova e Brescia-Oristano fa meglio di Asti, Torino e Novara- Cagliari precede Sondrio,Como, Vicenza, Treviso e Milano- Matera viene prima diVarese-Nuoro e Ragusa «staccano» Roma.
2020/08/29 15:36:23



