Il problema più grave della condizione giovanile in Italia non è la precarietà, una condizione più o meno comune a tutti i giovani europei, ma la disoccupazione. In Italia soffriamo di un minor grado di precarietà di altri Paesi, mentre il tasso di disoccupazionegiovanile è sicuramente tra i più elevati. Pesa sulle famiglie la «mistica del precariato»: la denuncia ossessiva e sterile di una condizione di lavoro e di vita ritenuta priva di sbocchi e di gratificazioni, che ha finito per deresponsabilizzare prima di tutto igiovani e per trasformarli, contemporaneamente, in vittime e carnefici di se stessi. E gli adulti hanno creduto di potersi sottrarre alle loro responsabilità di genitori opportunisti (e di cittadini egoisti) non facendo mancare nulla ai figli nell’ambito privato e accusando il sistema di non garantire più la «stabilità del posto fisso». I nostri giovani, che non sanno cosa sia il conflitto intergenerazionale, schierandosi a sostegno delle «storiche conquiste» dei padri e dei nonni – le medesime che consentono di mantenere un percorso di vita adeguato rispetto alle loro aspettative – finiscono, nei fatti, per difendere soltanto le proprie catene.
2020/08/28 07:05:12




