Questo è il primo romanzo del premio Nobel, datato 1948, quand’era in prigionia e ripreso nel 1958, ed è una folgorante rivelazione.Sia perché anticipa fortemente quasi tutti i temi del Solženicyn maturo sia perché, nel contempo, mostra uno scrittore diverso dall’immagine un po’ stereotipata dell’autore severo e monumentale. Il protagonista della storia, e alter ego dell’autore si chiama Gleb Neržin ed è pervaso dal desiderio di andare volontario al fronte (siamo nell’estate del 1941) a lottare in difesa della patria sovietica aggredita, per poi contribuire, ne è convinto, alla Grande guerra rivoluzionaria che rinnoverà il mondo. Varie tappe segnano la disillusione dell’eroe e del suo ideale e gli fanno aprire gli occhi sull’arbitrio e gli egoismi che caratterizzano in realtà quel suo immaginario “mondo perfetto”. Pur lasciato incompiuto – avrebbe dovuto riguardare tutti gli anni di guerra di Solženicyn prima del suo arresto nel febbraio 1945 – Ama la Rivoluzione! costituisce una sorta di “romanzo di formazione di un giovane sovietico” ed è in realtà il punto di partenza perfetto, non solo cronologico, per accostarsi all’universo letterario del grande scrittore russo. Neržin-Solženicyn è un personaggio incredibilmente attraente nella sua ingenuità-passione per il vero e indefettibile idealismo – che dà vita ad una scintillante materia letteraria, intensamente drammatica e profonda ma anche umoristicae addirittura comica in certi passaggi, soprattutto grazie alle interazioni con gli altri personaggi abissalmente distanti dall’astratto furore del protagonista. I paesaggi bellici che fanno da sfondo alla vicenda – uomini, cavalli e “tecnica” – entrano in movimento con una grandiosità da togliere il fiato, ulteriormente amplificata dagli immensi orizzonti della campagna russa e da superbe visioni notturne della volta celeste.
2020/08/30 12:11:00



