Un luogo incantato lungo la costa pacifica della bassa California. Un leggendario baleniere assetato di ricchezze. Un giovanissimo indigeno addetto all'avvistamento. Una ragazza messicana. E soprattutto le balene, quelle grigie che a migliaia si radunano nel loroposto segreto... Sono questi i protagonisti, e ciascuno di loro offre una chiave di lettura diversa che fa di volta in volta di queste pagine una storia d'avventura e di viaggio, un percorso d'iniziazione, una fugace istantanea di un amore, una celebrazione delle forze della natura, un impietoso ritratto dell'orrore e della tenebra che albergano nel cuore umano. A metà tra il Melville di“Moby Dick” e il Conrad di “Cuore di tenebra”, Le Clézio racconta con scrittura asciutta e suggestiva un momento cruciale della conquista del west, o meglio la fine della frontiera verso ovest: la scoperta di una laguna, quella nelle calde acque messicane scelta dalle balene di mezzo pianeta per andare a figliare e a morire. Un luogo mitico di cui da una costa all'altra dell'America sifavoleggia da tempo, ma che solo un incallito baleniere non a caso di nome Melville Scammon, capitano della Leonore, riuscirà a scovare il 9 gennaio del 1856, dando il via a un'epopea che coinvolgerà migliaia di cacciatori da ogni angolo del pianeta e a un massacro che lascerà una ferita insanabile nell'equilibrio naturale. Ed è proprio alla voce del capitano, ormai vecchio, che Le Clézio affida il racconto di quel viaggio, della scoperta, delle illusioni e dell'amaro sconcerto del dopo, di quando tutto è finito, compreso, il baluginio delle immense ricchezze agognate: non ci sono più balene, e insieme a loro sono spariti per sempre i bucanieri, le navi, i trafficanti di pelli, i cercatori d'oro, e le baracche dei carpentieri, delle prostitute e dei venditori di whisky - tutto è stato spazzato via dal vento e dall'oceano, tutto meno le carcasse di centinaia di cetacei che giganteggiano sulla spiaggia, minacciose e al contempo imbelli.
2020/08/28 03:52:36



