Un quiz, uno di quelli che vanno in onda all'ora di pranzo su Canale S, è il filo rosso che lega le vite dei personaggi, ciò che ci permette di spiarle, che scatena amicizie e amori. Raul, il concorrente, per prepararsi allo scontro con Amalia Spaccalà, la campionessa in carica, si affida a Mauro, un vecchio amico d'infanzia, l'"esperto di parole", che accetta di diventare il suo allenatore. Proprio Mauro ci racconta questa storia, alternando la curiosa vicenda dello Sfidante al resoconto grottesco e impietosodella sua vita privata, che nel frattempo sta andando irrimediabilmente a rotoli: da orgoglioso chimico-sindacalista-marxista diviene sguattero di osteria, da marito premuroso e padre di famiglia si trasforma in un single per scelta- scelta indotta, del resto, dalle ripetitive corna della moglie. E pensare che per Raul vincere ad Ambus rappresenta solo l'occasione per venir fuori daisuoi guai: una tossicodipendenza trascurata e la sudditanza nei confronti della madre di sua figlia, una bellissima francesina con il vizietto della cocaina, capace di ricattarlo e costringerlo a spacciare usando la piccola e tenera Iskra. Qui non si tratta dunque solo di una semplice apparizione televisiva, di un tentativo per guadagnare soldi facili, è molto di più. È la partita con lavita, quel quiz indecifrabile che è ogni esistenza umana, una partita fatta di continui tentativi di indovinare la "frase finale" eportarsi a casa l'intero montepremi. È una lotta contro i capricci del Presentatore Supremo, il caso, che riesce a distogliere l'attenzione dalla meta prefissata e che decreta che a vincere sia sempre chi indovina la soluzione pur non sapendone niente. Come Amalia Spaccalà, quella fioraia che alla fine darà la soluzione del rebus, pur credendo che Kurosawa sia un famoso ballerino russo...
2020/08/28 15:52:17



