Roma, 16 marzo 1978. Poco prima delle nove, Aldo Moro lascia la sua abitazione in via del Forte Trionfale 79. Dopo qualche minuto è in via Fani, una strada che sta per diventare emblematica nella storia del nostro paese. Il punto di partenza di una vicenda che si concluderà cinquantacinque giorni dopo, il 9 maggio, in via Caetani, con il ritrovamento del corpo senza vita del presidente della Democrazia Cristiana. Tra via Fani e via Caetani ci sono circa otto chilometri di distanza. Uno spazio ridotto, che nel corso del sequestro si dilata e si infittisce al punto da disegnare una mappa intricatissima, una sorta di labirinto. Decine di luoghi, noti e meno noti, che rappresentano snodi fondamentali. Tra le aree più sensibili emerge la zona tra il Portico d’Ottavia e largo Argentina, legata alla fase finale del sequestro. Ma altrettanto importante è il quadrante tra Monte Mario e il quartiere della Balduina, che segna l’incipit dell’operazione, con i lati rimasti in gran parte oscuri relativi alle vie di fuga e ai nascondigli più o meno provvisori che possono aver offerto riparo ai terroristi. E inoltre i luoghi di ritrovamento delle lettere di Moro, dei comunicati delle Brigate Rosse, dei covi sparsi in varie zone della capitale, accompagnati dalle scoperte e dalle novità messe in luce recentemente dai lavori della II Commissione Moro. A quarant’anni di distanza, questo libro prova a raccontare una delle vicende più drammatiche e intricate della storia repubblicana attraverso una ricostruzione topografica, lo spazio segnato dalle tappe in cui si sono snodati gli eventi.
2020/08/29 01:35:00




