Nel 1938 il poeta russo Ossip Mandel'stam, a 47 anni, muore in un campo di transito presso Vladivostok. Stalin ha decretato la sua fine: Mandel'stam lo ha defnito "l'assassino, il mangiatore di uomini". Nella sua cella, perso in un mondo popolato di fantasmi, Vénus Khoury-Ghata immagina che il poeta veda sfilare la sua vita: quattro decenni di creazione e di lotta, al fianco di Nadejda, lamoglie amata, e dei suoi contemporanei Achmatova, Cvetaeva, Pasternak e molti altri. Vénus Khoury-Ghata restituisce a Mandel'stam la vita, oltre che la memoria, permettendogli di dire la sua ultima parola. Nella convinzione che la letteratura resti uno dei mezzipiù sicuri di combattere la barbarie.
2020/08/30 12:03:47




