L'Entretien infini raccoglie testi scritti tra il 1953 e il 1965 da Maurice Blanchot e usciti solo in parte in rivista. Anche qui, come negli altri libri di Blanchot, la riflessione muove da opere, autori, studi e problemi proposti di volta in volta dall'attualità. Questi spunti o, più propriamente, incontri appartengono spesso alla produzione letteraria (ad esempio Bonnefoy, Hoelderlin, Char, Rimbaud, Artaud e Beckett, i romantici tedeschi, Brecht, Corneille, Flaubert, Mann, Kafka e Breton), a volte sono "recensioni" di sintesi interpretativa e commenti di ampio respiro capaci di abbracciare, nella loro assoluta libertà, una prospettiva generale del pensiero. I singoli testi si susseguono in una fitta polifonia che riprende e sospende, nel tessuto discontinuo delle occasioni critiche, una serie di interrogativi sempre più essenziali. Tra esposizione rigorosa e vivaci capitoli di raccordo, scritti in forma di dialogo, Blanchot si addentra nel pensiero di autori e filosofi come Nietzsche, Bataille, Pascal, Eraclito e Sade, ritrovando nella loro scrittura il decisivo punto di rottura con l'"essere".
2020/08/30 14:41:19




