La storia del Novecento in Europa parte da est, dai grandi imperi multietnici dove le idee di nazione rompono gli equilibri secolari, innescano le scintille di due devastanti conflitti e portano alla distruzione di tutte le potenze europee. Dalle macerie l’Europa si risolleva e alla sua rinascita concorre il processo di integrazione economica, prima tappa dell’Unione Europea cui gli Stati-Nazione delegano parte della loro sovranità. È però una unità parziale, realizzata quando la divisione tra l’Est e l’Ovest spezza antichi legami culturali, economici e politici. Solo con la caduta del muro di Berlino si riapre il dialogo tra tutti gli europei, anche se a ostacolare la ricomposizione pacifica del continente intervengono gli stessi fattori che all’inizio del secolo avevano portato i conflitti. Etnie e Stati-Nazione, nazionalismo, imperialismo e razzismo si riaffacciano sul finire del secolo XX. Nuovi conflitti etnico-nazionali insanguinano le regioni adriatiche e le ex Repubbliche sovietiche- il razzismo si risveglia sulla scia delle imponenti migrazioni- persino la religione ritorna a dividere come nei secoli bui. Sono cento anni di divisioni, di mortie di orrori che non hanno però spento la civiltà europea, né interrotto il percorso per l’affermazione dei valori democratici, né soffocato la speranza di un futuro di giustizia e di benessere per tutti. La storia di questo secolo in Europa è anche il racconto del coraggio e del sacrificio di donne e uomini che negli ideali di libertà e nei diritti hanno creduto. È la storia del riscatto dalla povertà e dall’oppressione di milioni di europei che acquistano coscienza di sé, istruzione, piena cittadinanza e pari diritti. È il racconto di una civiltà che cambia sulla scia di due rivoluzioni industriali e di una terza tecnologica: le prime segnano la scomparsa del mondo contadino, mentre l’ultima, dalla fine dei Settanta, marca l’avvento di una nuova era post moderna, l’era della comunicazione e della conoscenza.
2020/08/29 18:01:56




