Pubblicato per la prima volta a New York nel 1940, un anno dopo la morteimprovvisa del suo autore, Lo Stato delle masse rappresenta l'ultima e unicaopera sistematica di Emil Lederer sullo Stato totalitario, nella quale vengonoalla luce le conoscenze e le esperienze da lui accumulate come studioso delleclassi sociali, economista, militante dei sindacati nella Repubblica di Weimared esule in fuga dal nazismo.Un testo ancora oggi incredibilmente vivo per la duplice ricchezza di apporti:da un lato, l'attenzione al sociale tipica della democrazia weimariana e dall'altrola nuova sensibilità per i temi della libertà e della cittadinanza provenientedall'osservazione diretta della democrazia americana. Ampiamente discussoal momento della prima pubblicazione, il libro di Lederer venne in seguitoignorato, anche da chi, come Hannah Arendt, da quelle riflessioni ebbea prendere più di uno spunto per ilsuo Le origini del totalitarismo.L'ampio saggio introduttivo di Mariuccia Salvati colloca Lo Stato delle massenella storia della categoria di totalitarismo, mostrando come esso rappresentiun punto di sintesi tra un'analisi di impianto sociologico, di matrice socialdemocratica,e la nuova scienza della politica americana, alla cui influenza inEuropa avrebbe contribuito proprio il ricorso alconcetto di totalitarismo.
2020/10/21 04:14:31



