Un surreale viaggio tra città, paesi e frazioni accomunate da un toponimo bizzarro. Centocinquant’anni fa i garibaldini sudarono bensettemila camicie rosse per fare l’Italia e un secolo fa moriva Emilio Salgari, il grande narratore stanziale che non visitò mai i paesi esotici dei quali scriveva. Due ghiotti pretesti per pubblicare un’anomala e strampalata guida d’Italia, redatta da un autore che ammette di non essere mai stato a Sellino Alto - in provincia di Bergamo - ma di aver solo immaginato la faticosa postura assunta dai ciclisti locali. Riguardo a Baraccone (Cuneo), poi, non può giurare che il paese sia effettivamente guidato da due sindaci siamesi coadiuvati dalla Giunta Barbuta. Però “potrebbe essere”. Come Malpasso (Catania), che cambiò nome in Belpasso dopo essere stata sommersa dalla lava prima e distrutta da un terremoto poi... Il minuzioso lavoro di ricerca che ha portato alla selezione dei paesi elencati nelle pagine di questo libro ha generato non poche storielle curiose, paradossali, assurde, spiazzanti.La nostra è una nazione strana, dove si possono trovare paesi come Salve (LE), Maniglia (TO), Grazie (MN), Anzi (PZ), Rogna (SO), Macchia da Sole (TE), Pendenza (RI), Grandubbione (TO). Insomma, come dice il proverbio “paese che vai, usanza (e nome) che trovi”. In Italia, spesso, la realtà supera la fantasia, la storia surclassa la comicità. E come sempre la verità è molto più divertente dell’invenzione. Un libro esilarante, un viaggio surreale nell’Italia reale.
2020/08/30 00:02:31



