Il fotografo, scrittore e costumista Cecil Beaton, vincitore dell’Oscar per i costumi di Gigi (1958) e My Fair Lady (1964), film diretti da Vincente Minnelle e da George Cukor, si dedica al mondo del teatro sin dal 1922. Due dei suoi celeberrimi balletti vengono portati alla Scala: Il lago dei cigni di âajkovskij, coreografia di George Balanchine (1953), e Margherita e Armando sulle note di Liszt (1966). Quest’ultima creazione, pensata da Frederick Ashton per il ritorno sulle scene di Margot Fonteyn accanto al giovane Nureyev, s’ispira alla vicende de La dame aux camélias di Alexandre Dumas figlio. L’affiatamento tra i due ballerini è totale- la Fonteyn si abbandona al tormento della protagonista con una tragicità speculare a quella della Callas nella Traviata. Eleganza e un tocco di snobismo rendono unici gli spettacoli di Cecil Beaton- il fotografo della Casa Reale condensa le tinte nei tocchi di rosso, bianco e nero dei vaporosi costumi pensati per la Fonteyn, a compendio della marsina blu notte di Nureyev.
2020/08/30 07:18:52



