La formula “ragion di Stato”, scelta da Botero per il titolo del suo libro, è diventata un modo di dire conosciuto da tutti, ma la stessa parola “Stato”, usata sporadicamente da Machiavelli e Guicciardini, è stata per la prima volta messa al centro di una teorizzazione dallo scrittore piemontese: prima di lui si usavano espressioni come Repubblica, Cosa pubblica, Imperio, Principato. Dalle discussioni su quella che era l’organizzazione di una comunità si passava a un’idea di potere astratto, a cui dovevano attenersi sovrani e sudditi. E’ la nascita dell’assolutismo. Ma è anche la nascita di una visione in cui la politica è strettamente legata all’economia e alla demografia. Decisamente moderna è la sua concezione di misurare la potenza di uno Stato dalle variabili economiche, fra le quali dava la massima importanza allo sviluppo delle attività industriali e commerciali. Per i re e i capi di Stato europei è stato il vademecum che li ha accompagnati per più di un secolo (XVII e inizio XVIII). Ma per i teorici politici, da Hobbes a Montesquieu, è stato il principale libro di riferimento, sia che venisse approvato sia che fosse contrastato.
2020/08/30 14:24:29




