Tutto comincia con un vecchio giudice che vive in una dimora cadente di Kalimpong,alle falde dell'Himalaya orientale, col suo miserocuoco senza neppure un nome, e unacagnetta, Brac, che del giudice sembra l'unico amore. Ma questo terzetto in apparenzadimesso diventa, con l'arrivo della nipote del giudice, Sai, l'epicentro di un terremotonarrativo le cui onde si propagano in ogni direzionee raggiungono ogni latitudine:dalla New York degli anni Ottanta, dove il figlio del cuoco lavora in una sfilza diristoranti mandando al padre notizie sempre più allarmanti sulla sua avventura americana,alla Cambridge d'anteguerra, dove il giudice ha frequentato l'università, all'UnioneSovietica, in cui si è interrotto il sogno astronautico del padre di Sai. E nellastessa Kalimpong, mentre si concretano i presagi della guerra col Nepal, due anzianee un tempo agiate sorelle istruiscono Sai in privato e ci introducono nel club più esclusivodella città, forse il più scalcinato della tradizione britannica. Già da questi pochi $lisi intuisce la ricchezza del sontuoso sari narrativo cui Kiran Desai ha dato la forma di unromanzo appassionante, terribilmente triste e brutalmente comico. E per una volta nonserve spiegare il fascino di una voce, e di un mondo intriso di dolore, perché la magiadi queste storie tremendamente vere sta prima di tutto nel loro elemento più ovvio,ma anche più raro: la prosa amara e calda in cui sono scritte.
2020/08/28 18:05:40



