Scritto nel 1948, quando Parise aveva da poco compiuto diciott’anni e viveva in una condizione di totale isolamento, il manoscritto de I movimenti remoti era stato dato per perso per oltre cinquant’anni, anche dallo stesso autore che ne aveva un ricordo impreciso-in un’intervista del 1972 aveva dichiarato: “Il mio primo racconto si intitolava I movimenti remoti e descriveva l’allucinante storia di un uomo chiuso vivo nella tomba, che sentiva evaporare la sua coscienza parallelamente al disfacimento del corpo. Credo che sia la cosa migliore che ho scritto”. Ricomparso misteriosamente e custodito nell’Archivio Parise di Ponte Piave, pubblicato da Fandango Libri nel 2007 con un lungo saggio introduttivo di Emanuele Trevi, viene adesso riproposto in formato tascabile. È la storia di un giovane uomo di 27 anni che muore per un incidente con la sua automobile e riprende coscienza dopo essere stato seppellito- scopre così di disporre della straordinaria capacità di rivedere come in un film tutta la sua vita mentre si prepara a prendere il cammino verso il nulla. Opera sperimentale in versi e in prosa, dai toni fantastici e visionari, I movimenti remoti rivela e già contiene tutta la grandezza di Parise.
2020/08/28 19:09:18



