Marc Chagall è stato uno di quei rari pittori moderni la cui arte era disponibile all’intera gamma delle emozioni e dei pensieri. Così Chagall accoglie la proposta del suo editore Ambroise Vollard di condurre una rivisitazione e trasposizione dei grandi temi della Bibbia. Nel 1931 Vollard propizia un viaggio dell’artista in Palestina, perché Chagall possa vedere coi suoi occhi quei paesaggi biblici fino a quel momento concepiti solo attraverso le letture e l’immaginazione. Il progetto sarà eseguito in due riprese: un primo blocco di 65 soggetti viene realizzato tra il ‘31 e il ’39. Dopo la guerra, tra il ‘52 e il ‘56, l’artista riprende il lavoro incoraggiato dall’editore svizzero Tériade, che pubblicherà finalmente, nel ‘56, l’intero ciclo di 105 litografie, (i 65 soggetti del primo blocco e altre 40 tavole). Il tema del messaggio biblico ha ora definitivamente conquistato il pennello di Chagall. L’artista continuerà a lavorarci negli anni successivi, creando altre due serie di gouaches e litografie e ponendo mano a un insieme di 17 tele di grande formato, sulla Genesi, l’Esodo e il Cantico dei cantici, che nel ‘66 saranno la base “Musée National du Message biblique Marc Chagall”. Esce per la prima volta in Italia la parte relativa al libro della Genesi: creazione dell’uomo e della donna, il paradiso, il peccato, la cacciata, l’arca di Noè, Abramo e Isacco, Giacobbe e Giuseppe. Come osserva lo storico dell’arte Meyer Shapiro, Chagall era l’artista ideale per illustrare la Bibbia: «Per quanto i suoi disegni sulla Bibbia siano meraviglie di paziente e scrupolosa abilità artigiana, non c’è in essi nessuna ostentazione di abilità o di virtuosismotecnico. In ogni immagine sperimentiamo la sua emozione, la sua paura, il suo dolore, la sua gioia. Se non avessimo altro, di Chagall, che questa sua Bibbia, egli sarebbe già solo per questo, nella nostra considerazione, uno dei più grandi artisti moderni».
2020/08/27 18:58:06



