Il Rapporto 2013 fotografa i fatti più importanti relativi alla pena di morte avvenuti nel mondo nel corso del 2012 e nei primi sei mesi del 2013. Si conferma l’evoluzione positiva verso l’abolizione della pena di morte in atto nel mondo da oltre dieci anni: diminuiscono le esecuzioni (sono state circa 4.000) e aumentano i Paesi che non le praticano più. Sul terribile podio dei primi tre Paesi-boia nel mondo che nel 2012 hanno compiuto più esecuzioni figurano tre Stati autoritari: Cina, Iran e Iraq. Impiccagione e fucilazione sono i metodi preferiti di esecuzione, ma non sono rari i casi di decapitazione e lapidazione dei condannati a morte secondo la legge arcaica della Sharia. Mentre l’iniezione letale è vista, non solo negli Stati Uniti, come una conquista di civiltà e un modo più umano e indolore per giustiziare i condannati a morte. La realtà è diversa.
2020/08/28 16:52:00



