Un fasullo trattato accademico- un testo che, sotto la finzione di una plumbea società, trova la sua cifra stilistica nello humour grottesco e nell'ironia salace- una "storia naturale" di un mondo inesistente e mitologico che riesce a raccontare tante, tantissimecose del nostro realissimo mondo. Si parte con i giganti, quelli dei poemi cavallereschi. Se ne tenta una descrizione: usi, costumi, linguaggio, alimentazione, ecc... Soprattutto si prova a comprendere la loro attività sessuale così atipica e discutibile (rapiscono in genere belle ragazze di 16 anni e poi non hanno le idee chiare sull'uso cui destinarle). Ma in breve è colui che ne descrive i comportamenti a diventare protagonista della storia: è lui infatti che ha maturato una passione per una giovanissima signorina (con fidanzato) e una gelosia congestionata per i liberi amori e amorucoli che lei gli racconta, e su cui lo studioso rimugina, dando ai rimuginamenti sempre più spazio. E così, crescendo la smania, cresce via via nello studioso la voglia di essere un extraterrestre, fino a trovarsi coinvolto in una gran truffa che promette davvero lo sbarco degli extraterrestri come obiettivo politico, onde punire il genere umano- e in particolare punire quei soggetti del genere umano che hanno o hanno avuto commerci, contatti venerei o sguardi concupiscenti con la signorina suddetta. Fino a un'esplosione tragicomica finale, inattesa e sorprendente...
2020/08/27 18:13:52



