Il libro si apre con una scena di “perdita di tempo”: l’imbucarsi in un cinema semivuoto per vedere un vecchio film. Il tema del perdere tempo viene ripreso in altre poesie, è uno dei fili conduttori della raccolta: perdere tempo per trovare se stessi, lasciar cadere le maschere, far tacere i tamburi del narcisismo quotidiano, conquistare uno spazio di silenzio. Questo tipo di esercizi zen richiede prima di tutto professione di umiltà. Ai potenti, agli arroganti, ai troppo sicuri è preclusa qualsiasi via che porti a un momento di autenticità. Ma purtroppo, generalmente, umiltà e arroganza sono fuse insieme. Quest’ultimo di Marcoaldi è, in un certo qual modo, un libro di “esercizi spirituali” per laici, un prezioso breviario per attraversare i dissidi interiori e trovarsi in armonia con la natura.
2020/08/29 03:55:23




