La pubblicazione della Struttura economica e sociale della Russia d’oggi di Amadeo Bordiga, nella collana Classici delle Edizioni Lotta Comunista, vuole essere un modo per ricordare alle nuove generazioni di leninisti quanto la nostra scuola marxista è debitriceverso il rivoluzionario che fu tra i fondatori del Partito Comunista d’Italia e che si oppose allo stalinismo e alla socialdemocrazia, nei limiti possibili dovuti alla mancanza di un partito leninista. Cervetto riconosce che l’analisi di Bordiga sulla natura sociale dell’URSS degli anni ’50, sul fenomeno politico dello stalinismo come controrivoluzione “solorussista”, ossia nazionalista, era il meglio che si poteva trovare in Italia, il meglio che la analisi rivoluzionaria avesse prodotto. Bordiga difendeva la lezione di Lenin sul capitalismo di Stato e la storia gli ha dato ragione, come era ineluttabile. In Russia si era sviluppato un capitalismo di Stato, inevitabilmente sarebbe giunto alla maturità imperialista. L’analisi strategica sviluppata da Cervetto mostrava come l’imperialismo russo aveva giocato le sue carte e le sue debolezze nello scontro tra le potenze durante la Seconda guerra mondiale e nel dopoguerra. Solo una salda certezza sulla natura dell’URSS come capitalismo di Stato rappresentava il presupposto per l’elaborazione della strategia, quindi per la ripresa di un movimento rivoluzionario e internazionalista. La strategia rivoluzionaria, per sua intrinseca natura, non permetteva vuoti nell’analisi dell’imperialismo unitario- non era possibilerimanere irretiti nella falsa coscienza del “campo socialista” o dello “Stato operaio degenerato”. Oggi possiamo considerare, senzatema di smentite, come il saggio di Bordiga continua ad avere una attualità.
2020/08/28 06:50:39



