“Quando non basta esco dalla tela”, scriveva in una poesia Luigi Di Sarro. Oltre a essere stato un artista sperimentale di grande coraggio, capace di esprimersi in diversi linguaggi – disegno, pittura, scultura, grafica e fotografia – Di Sarro ha insegnato all’Accademia di belle arti e allo stesso tempo proseguito con coscienza l’attività medica del padre. Appassionato di viaggi e cultura, sempre pronto a cogliere i segni del tempo, è stato tra i primi in Italia a praticare l’agopuntura. Avrebbe avuto davanti asé un futuro radioso, invece tutto si fermò la notte del 24 febbraio del 1979, quando venne ucciso in un drammatico incidente nellaRoma cupa e agitata dei cosiddetti “anni di piombo”, a un posto di blocco a due passi da San Pietro. Aveva 37 anni e non fu l’unicavittima innocente della legge Reale. La Cucchiarelli ricostruisce la vita di questo artista sfortunato, il rapporto con la cultura del tempo, l’eredità che ha lasciato, fatta non solo di dipinti e poesie. Oggi a Roma c’è un Archivio e Centro culturale che porta il suo nome, voluto dalla mamma Alba, e una via che gli ha intitolato il Comune di Roma.
2020/09/03 03:12:18




