Fine anni Settanta, a Londra. A ventisei anni, Emma Roberts è una giovane donna che vive un fragile equilibrio tra la sofferenza e il piacere che la solitudine le procura. Tratta la vita proprio come il giardinaggio oggetto dei suoi studi: taglia, cura, accorcia le sue emozioni e i desideri per realizzare il proprio ideale, un'esistenza caratterizzata dal decoro e dalla moderazione. Aspira, come dice lei stessa, a condurre i suoi giorni “secondo l'ideale classico, basato su ordine, controllo e padronanza di sé”. Emma giunge però alla dolorosa conclusione che, se vuole conquistare sul serio l'indipendenza, deve lasciarsi alle spalle l'isolamento e il confortevole appartamento londinese e partire alla scoperta del mondo. Questo significa liberarsi non solo di una relazione claustrofobica con la madre, ma anche superare la tendenza, ereditaria, alla malinconia. Giunta a Parigi, riprende gli studi di paesaggistica, ma fa vita ritirata come quella che conduceva a Londra. Nella Ville Lumière, stringe a un certo punto una fragile amicizia con Françoise Desnoyers, una giovane bibliotecaria disinibita, che le lascia intravedere un modo di vita turbolento, ben diverso dal suo. Françoise, amante dell'avventura, è il suo esatto contrario, e costringe Emma a una disputa con sua madre sul futuro della loro splendida tenuta di campagna, e sull'insana prospettiva di convolare a nozze con un vicino facoltoso. Quando le giunge la notizia della morte della madre, Emma torna immediatamente a Londra e conosce Philip Hudson, un medico taciturno quanto lei...
2020/08/29 21:53:43




