A 32 anni, improvvisamente, Beatrice Caselli si ammala di un tumore che si rivelerà incurabile. Nel doloroso percorso delle terapie comunque tentate, nell’oscillazione tra la speranza di guarire e la coraggiosa accettazione della fine, Beatrice inizia a scrivere un Racconto e un Diario che raccolgono il suo universo familiare, i sogni radiosi di giovinezza e le parole di fede che la conciliano con il destino. Quando poi la malattia la piega in modo severo, la scrittura prende anche la forma di Lettere rivolte ai suoi cari, oppure indirizzate a persone pubbliche che rappresentano ai suoi occhi il rispetto della vita e la familiarità dignitosa con la morte, come José Luis Zapatero e Tiziano Terzani. Pagina dopo pagina, Beatrice si prepara al commiato e aiuta se stessa e le persone intorno a lei a sopportarne il dolore. Alle pagine intime di Beatrice Caselli, che alternano tenerezza e disperazione, coraggio e bellezza, ingenuità e profonda maturità spirituale, si affiancano due firme di grande valore: quelle di Umberto Veronesi e di Carlo Maria Martini. Il primo è qui partecipe autore di una prefazione sul rispetto della volontà di ogni malato e la condivisione di un intenso dialogo fra medico e paziente, sui modi profondamente individuali di accostarsi alla morte. Sua Eminenza il cardinale Martini conclude invece il libro con illuminanti parole sul tema della malattia, che “non è semplicemente un problema di medicina: è una domanda di aiuto, di amore, di senso”, apre questioni profonde nella società dominata dalla “cultura dei sani”, epuò trasformarsi in un luogo di comunicazione, di conversione verso un orizzonte di fede, oltre il sipario della vita terrena.
2020/09/30 21:01:53




