Considerato il padre dei Naïf, ma in realtà mosso da un lirismo e uno stupore ben più autentici,Henri «il Doganiere» Rousseau (Laval1844 - Parigi 1910) è un artista che ha il privilegio di essereamato sia dal grande pubblico, per la vena fiabesca della sua pittura, sia dagli intenditori.Non a caso i suoi primi estimatori sono stati Jarry, Picasso e Apollinaire.Meno nota è la sua vita, segnata dalla miseria, dai lutti (perde prematuramente due mogli e cinquefigli) e perfino dal carcere. Questo volume offre un contributo determinante alla conoscenzadell’artista, perché riunisce per la prima volta le sue lettere e i suoi scritti, che qui in Italia nonerano mai stati tradotti.Il libro si apre con una piccola autobiografia del Doganiere, cui segue Una visita all’Expo 1889:un divertente brano teatrale, incentrato su due contadini che arrivano a Parigi per vedere l’EsposizioneUniversale e la Tour Eiffel.Vengono inoltre per la prima volta tradotte le sue poesie: vivaci filastrocche che apponeva comedidascalia ai suoi quadri piùimportanti.Segue, infine, il carteggio dell’artista: le commoventi lettere che invia dal carcere, dove è rinchiusoper una truffa finanziaria in cui resta coinvolto per sprovvedutezza- le lettere a Jarry, adApollinaire, a Soffici, al gallerista Vollard, che fanno penetrare nel mondo delle avanguardie- lelettere d’amore- le lettere rimaste senza risposta che, spinto soprattutto dalla fame, indirizza alpresidente della Repubblica, a sindaci e direttori di musei, perché acquistino le sue opere.
2020/08/28 05:06:16



