Il suo rispettabile aspetto borghese, la sua arte che sembra il paradigma dell'ordine razionale, e la sua esistenza apparentemente lineare senza avvenimenti eclatanti, sono tutti elementi che collocano Georges Seurat (1859-1891) agli antipodi della stereotipata immagine bohèmienne che abbiamo dei grandi precursori dell'avanguardia. Ma la sua breve vita, così strettamente legata alla sua avventura creativa, è in realtà un'affascinante enigma da esplorare in profondità. Attraverso un lungo colloquio immaginario con l'autore, è il pittore stesso che ci parla (con singolare passione e ironia) dei compagni di strada anarchici, delle battaglie per l'affermazione del divisionismo nella mitica Parigi degli impressionisti e dei simbolisti, delle strane vicende della sua vita privata, oltre che dei segreti della sua pittura tesa a cogliere una visione essenziale, quasi metafisica, della realtà sociale e naturale. Ed è proprio questa Parigi misteriosa che diventa coprotagonista del volume.
2020/08/30 01:42:47




