È il 1168 - o forse il 1167 - quando nasce Temugin, futuro Gengis Khan, primogenito del capo Yesugei e della formidabile Hoelun. Venne al mondo con qualcosa di speciale- il parto era avvenuto in alto, su un colle. Accanto gorgogliavano le acque di un fiume sacro. Elevazione e purezza, prefigurazioni di un fato lucente, presagi di grandezza rafforzati dal grumo rosso-rubino, contenente un osso, che il neonato serrava nella mano destra. Un mongolo, un self made man che riesce ad aggregare drappelli di clan abituati avagare sparpagliati per le brughiere asiatiche, e a farne una nazione. Abitudini e abilità secolari di un popolo che fino a quel momento è rimasto più o meno dimenticato nelle pieghe della grande storia diventato formidabile forza d'urto. L'impero fondato da Gengis Khan si espande, in tre quarti di secolo, dall'Oceano Pacifico alle soglie del Mediterraneo, dalla Siberia all'Himalaya: forte di un esercito immenso e apparentemente imbattibile, preceduto da una fama atroce e leggendaria, riesce a insediare a Pechino la dinastia mongola degli Yuan, e arriva al punto di sottomettere l'intera Europa cristiana, dopo aver sbaragliato i regni islamici mediorientali.
2020/08/29 13:10:05



