«Speranza mia», «Speranza amatissima». Così Garibaldi si rivolge a Marie Espérance von Schwartz, la donna che tra slanci, crisi e riavvicinamenti gli fu vicina per diciotto anni dopo la morte di Anita. In un rapporto complesso che alterna amore, sincera amiciziae reciproco interesse, sullo sfondo dell’Europa delle rivoluzioni nazionali, emerge – documentato dal più ampio epistolario garibaldino conosciuto – un ritratto profondo del Garibaldi della maturità, con il suo carico di generosità e di illusioni, ma anchedi stanchezze e disincanti. E, al suo fianco, il ritratto affascinante di un personaggio femminile di grande personalità, emblematico del cosmopolitismo della cultura europea del tempo.
2020/08/30 09:38:57



