Émile Savitry, pittore surrealista e in seguito fotografo, ha conosciuto tutto ciò che la Parigi degli anni trenta aveva da offrire entrando in contatto con gli artisti, gli scrittori e gli intellettuali del mondo intero che l’avevano eletta loro capitale. Il folgorante successo della sua prima mostra surrealista lo fece “fuggire” a Tahiti: e questa fu forse la sua fortuna. Al ritorno da questo viaggio incontrò il grande jazzista Django Reinhard che lo introdusse al mondo del jazz. Il caffè Dome, La Coupole, il “carrefour Vavin” non lo lasceranno più andare via, riservandogli i più begli incontri immaginabili: Prévert, Paul Grimault, AlbertoGiacometti, Charlie Chaplin e mille altri intellettuali. Insieme a Brassaï e Robert Doisneau iniziò la carriera di fotografo professionista nell’Agenzia Rapho. La sua strepitosa carriera si sviluppa attraverso le molteplici “vite” di un fotografo: reporter,immortalando i rifugiati repubblicani della Guerra di Spagna- fotografo di scena per Marcel Carné- di moda per Vogue e Harper’s Bazar- e infine ancora pittore. I suoi ritratti di artisti sono ricchi di una intimità complice e le sue fotografie di nudo che gli hanno valso un enorme successo in Giappone, testimoniano della sua profonda sensibilità. Morì prematuramente nel 1967. Questa raccolta delle sue fotografie rende per la prima volta omaggio a Savitry, personaggio testimone di un’epoca di intenso fervore creativo.
2020/08/28 10:08:20



