Angelo, nome di finzione, ha sessant’anni e lavora come magazziniere. Ha una relazione di qualche mese con Maria, poi lei lo lascia senza una ragione, ma lui non si rassegna. E da innamorato perso si trasforma in instancabile persecutore. Lo scopo della sua vita diventa restituirle il male ricevuto, la sua esistenza acquista valore solo in funzione di quanto riesce a spaventarla, offenderla, toglierle serenità. «Ho vissuto per vederla morire e di notte non sognavo altro.» Sembra l’inizio di un romanzo, ma è una storia vera. La storia di come l’amore diventa il peggiore degli incubi, spingendo un uomo fino ai limiti dell’omicidio. Una mattina, all’alba, i carabinieri fermano Angelo con un coltello tra le mani, lungo la strada che porta a casa della ex fidanzata. L’uomo tocca il fondo quando, consumato dalla rabbia e dal dolore, tenta di uccidersi ingoiando un tubetto di sonnifero. È a questo punto che chiede aiuto al padre di Maria, che lo indirizza a uno psicologo dell’osservatorio nazionale sullo stalking. Così comincia la sua rinascita. Giorno dopo giorno, seduta dopo seduta. Un faticoso percorso a ritroso per immergersi nei meandri della mente alla ricerca di un nuovo senso per andare avanti. E lo trova, un po’ alla volta, recuperando il distacco necessario per dare il giusto peso alla sofferenza e a chi gliela ha procurata. Messo da parte il risentimento, Angelo accetta la perdita. Ma resta il rimpianto: «Era la donna della mia vita, non ci sarà mai più nessuna come lei».
2020/08/29 14:46:29



