L'architettura definita "moderna" è priva di una poetica dell'appartenenza. Estranea a ogni vissuto, essa è insieme canonizzazione del futuro ed eterno presente. Funzionalismi e razionalismi nelle arti sviliscono e meccanizzano la naturale tensione dell'uomo verso il bello, che poco ha a che spartire con regole di funzionalità o razionalismo. Nella ricerca di nutrimento per l'anima, l'uomo non è funzionale, né razionale. Non possiamo assoggettarci all'idea che il razionalismo sia una qualche concreta forma di estetica: il concetto non fa l'oggetto. Così il modernismo esiste per se stesso, avulso dalla storia, rinnegandone i presupposti di ciclicità. Siamo divenuti così astorici che abbiamo circoscritto una parte di città con l'appellativo di "centro storico": fuori di esso c'e la non-storia, il nulla. Il brutto. E per fare il brutto bastano il pressapochismo del singolo, un geometra o un architetto- e un libro di Adolf Loos.
2020/08/30 08:14:10




