E’ di non molti anni fa il successo di Copenaghen, la pièce teatrale del drammaturgo inglese Michael Frayn sulla visita, nel settembre del 1941, di Werner Heisenberg a Niels Bohr, forse prossimi alla formula della bomba atomica. Il testo è astratto e concettuale, il linguaggio molto tecnico, incerto il contenuto stesso di quell’incontro tra fisici, eppure lo spettacolo di Frayn haun’enorme risonanza internazionale. Che cosa significa, oggi, ripercorrere quegli inizi, apparentemente così lontani? E a quali scenari, presenti e futuri, ha dato il via la bomba?Il presente volume è in prima istanza un contributo a questa riflessione. Certamente le indagini sulla cooperazione internazionale degli ultimi decenni hanno messo a punto approfonditi strumenti di analisi sullo sviluppo nucleare. Ma il tema continua a essere studiato, analizzato, dibattuto in una comunità per lo più strettamente scientifica. La società odierna, da parte sua, manifesta un interesse sempre più marcato per i problemi posti dall’applicazione delle conoscenze tecnologiche, come del resto dimostrano quotidianamente anche gli organi di stampa. Il nostro dovere, come studiosi, è allora di esplorare i nessi, compositi e talvolta ignoti, della questione atomica sul piano dell’intersecazione – culturale, sociale e politica – di esperienze che non possono e non devono restare isolate. Ed è questo che il dibattito sul nucleare oggi può fare: esaminare non solo funzione e limiti della scienza, ma soprattutto trovare un punto di contatto tra la scienza e quei campi della conoscenza che approfondiscono sia l’indagine delle motivazioni storiche, politiche e culturali dei conflitti, sia la loro imprescindibile connessione col discorso etico.
2020/08/29 16:12:49




