La misura dello zero si sviluppa intorno a due motivi principali. Da un lato ci offre una riflessione, per squarci a volte volutamente deformanti, su temi esistenziali connessi alla fatica, all'imponderabilità del vivere quotidiano e al senso di smarrimento di fronte al nostro essere al mondo. Dall'altro, invece, esplora il sentimento di avventura intellettuale e di stupore che accompagnano e fanno da lievito alla ricerca scientifica - soprattutto in campo fisico-matematico -, soffermandosi sull'esperienza specifica di due grandi pensatori, temporalmente molto distanti nella storia della matematica occidentale: Pitagora e Godei. Questi due piani dell'esperienza poetica di Galluccio interagiscono fra loro, arricchendosi e potenziandosi vicendevolmente: il linguaggio della scienza - applicato a contesti all'apparenza lontanissimi - si schiude in uno spettro di metafore ricco e suggestivo. Al contempo, gli interrogativi esistenziali entrano nella sfera della conoscenza scientifica e, pur conservando il loro potere dirompente, si ricompongono in una dimensione rarefatta, quasi incantata.
2020/08/29 06:59:20




