Raramente un carteggio tra due poeti è ricco di tanta sincerità e bellezza, legando strettamente la letteratura alla vita, sia privata che politica. Avviato nella Milano del dopoguerra e proseguito dopo il rientro del vecchio poeta a Trieste (Saba, già famoso, ha trent'anni più del giovane Sereni), il carteggio tocca i temi più intimi delle due vocazioni poetiche: Saba apre il cuoreall' amico, sfoga il proprio sdegno contro l'Italia clericale e fascista, gli addita con ostinata severità l'ideale di una poesia onesta, meglio che bella. Sereni cerca di temperare e consolare gli eccessi dell'amico, gli dà con premura notizie sul giovane Federico Almansi per il quale batte il cuore del vecchio Umberto e che lotta contro una malattia mentale, gli confessa le difficoltàdi una sua vena poetica esigente quanto avara e incerta. Verso la fine, malato e disperato, Saba invia a Sereni una lettera autobiografica che ha il valore di un testamento spirituale e dichiara di volere sulla propria tomba versi dell' amico, che ritocca però a modo suo: “Ora ogni fronda è muta, / fatto il guscio all'oblio, / perfetto il cerchio”. Il cerchio imperfetto è dunque il titolo scelto per questo appassionante carteggio, in cui la vita non ha ancora chiuso il suo cammino e nel quale l'asimmetria dei due corrispondenti, l'irregolarità e le sorprese che emergono di pagina in pagina trasformano la figura euclidea in un tratto di modernissima geometria concettuale. Alla corrispondenza sono stati aggiunti in Appendice gli scritti creativi e le recensioni che i due scrittori amici si sono reciprocamente dedicati, gioco di specchi che potenzia la luce di entrambi.
2020/08/28 19:33:06




