Western, fantascienza e fascinazioni gay trasformano un possente affresco tripartito in un piccolo film, ammaliandoci con uno stile visionario che abbatte tutti i generi ed è ormai diventato un classico della letteratura. "Qualche volta i sentieri durano più dellestrade": così aveva sentenziato William Burroughs ne Le città della notte rossa, primo capitolo di una "trilogia della tarda maturità" di cui fanno parte anche Strade morte e Terre occidentali. E l'apertura di questo libro non deluderà chi ha imparato ad amare le bizzarre creazioni del Padrino dei Beat: una classica sparatoria in stile Vecchia Frontiera ci catapulta indietro nei decenni alle soglie del Novecento, testimoni attoniti delle stralunate avventure di Kim Carsons – pistolero sui generis che legge Rimbaud – e dei suoi sodali impegnati a salvare la libertà della galassiaTra eroi decadenti e vagabondaggi nel tempo, Strade morte si svela come un rosario senza scampo in cui le vicende dell'umanità si ripropongono sempre e in ogni epoca: cicliche, indecifrabilie lanciate a folle velocità verso un destino beffardo finché "il cielo si oscura e si spegne".
2020/08/28 06:50:09



