A più di vent'anni dalla sua morte Fandango Libri ripropone l'opera poetica completa e gli inediti, in poesia e in prosa, di Beppe Salvia- della sua scrittura è stato detto "raramente nella poesia degli ultimi vent'anni abbiamo avuto modo di ascoltare versi più lievi, più chiari, più volatili di questi". Beppe Salvia inizia a scrivere nella Roma degli anni Settanta, una città in grande fermento, è la Roma della transavanguardia- una città nella quale lascerà, dopo la sua prematura scomparsa, una traccia indelebile. Di lui hanno scritto e parlato, fra gli altri, Andrea Zanzotto, Dario Bellezza, Enzo Siciliano, Eraldo Affinati, Edoardo Albinati, Emanuele Trevi. E proprio Emanuele Trevi ricostruisce, in un 'intensa introduzione al libro, una sorta di racconto, la vita delicatae maledetta di questo poeta, che si toglierà la vita a soli 31 anni- e nella cura delle sue opere restituisce la scrittura di uno dei poeti più originali della poesia contemporanea. Dagli anni Novanta, la poesia di Salvia è diventata oggetto di un vero culto, i suoi componimenti vengono pubblicati nelle antologie e negli studi di poesia contemporanea, e finalmente oggi riesce ad avere il giusto rilievo editoriale. E' una poesia della semplicità, delle cose e del cuore, non tende all'oltre delle cose, guarda alla realtà, al "vero" leopardiano, lo accetta e lo nomina con parole quotidiane, leggere, in questo senso le parole si fanno reperti preziosi, che il poeta offre come "bellissimi doni". La sua poesia guarda e subito distoglie lo sguardo, è poesia dell' "assenza, più acuta presenza", come disse Bertolucci- poesia della malinconia delle cose lontane e vicine, della speranza di trovare un'aderenza alle cose- sfiora e illumina di bianco la realtà, un colore salvifico, è una malinconia che non esclude la felicità "abbiamo nel cuore un solitario/ amore, nostra vita infinita,/ e negli occhi il cielo per nostro/ vario cammino".
2020/08/29 08:44:02



