1944, Mussolini piomba a Milano e il 16 dicembre, al Teatro Lirico, tiene il discorso “della riscossa”, il suo ultimo acuto. Innocenti, al suo primo romanzo, racconta questo colpo di coda fra trionfi di folla, attentati mancati, ultime speranze, estreme illusioni. Il Duce, per un attimo, ritrova se stesso: la voce, il carisma, la seduzione. Le sue parole sembrano quelle di un vincitore, non di un vinto. È un lampo, l’euforia di un giorno, l’addio in un’effimera apoteosi. Non sarà l’applauso di una città a dargli la vittoria. Attorno a lui ruotano, esaltati e disperati, gli “ultimi” di Salò: Claretta, Pavolini, la Duranti, Valenti, la Ferida, Costa, Bombacci, Graziani, Colombo, Buffarini in un intreccio di storie di guerra e d’amore, tragiche, magiche, laceranti. Sullo sfondo, il fatiscente palcoscenico di Milano, devastata dalle bombe e dalla guerra civile, la città dove il fascismo nasce e, nel sangue, muore.
2020/08/29 06:24:07




