Il volume è teatro e testimonianza, documento e invenzione letteraria. Intreccia le voci di madre Cabrini, e del vescovo Scalabrini, con le voci di tanti (persone, personaggi o ombre) che hanno abbandonato la propria terra per rincorrere un sogno oltre oceano, o verso l’Italia del Nord. Sono voci che provengono da tempi e spazi lontani tra loro, e che parlano linguaggi contaminati e imperfetti: anche per questo vivissimi, e veri. Sono le voci dell’emigrazione, della nostra emigrazione: e ci chiamano, dal cantuccio dove ci ostiniamo a cacciarle per nasconderne la memoria. Ci chiamano, e ci costringono a guardare oltre queste pagine, ai nuovi compagni di una comune e antica fuga dalla miseria verso lo spaesamento e la speranza.
2020/09/22 06:59:49




