Un ironico e divertito inno alla barba, elemento distintivo e simbolo di virilità e saggezza fin dalla notte dei tempi. In uno stile deliziosamente retrò, Gowing supporta la sua tesi contro i rasoi e le facce lisce attingendo a piene mani dalla storia, con esempi di barbuti illustri, senza mancare di sottolineare come le signorine di ogni epoca non possano che restare incantate davanti a “una cascata di riccioluta avvenenza”. Da sempre soggetta alle mode più diverse, la barba viene regolarmente tagliata, allungata, ridotta a un paio di baffetti, piegata per assumere forme stravaganti: partendo da una difesa contro questi cambiamenti di cui è incolpevole, Gowing si lancia in un’ardita analisi della sua funzione, delle intenzioni di chi la porta (la fisiognomica era argomento in voga nei salotti), ne esamina la presenza nella storia dell’uomo e in quella dell’arte, e si spinge a rispondere alle più comuni – mendaci e ridicole, ça va sans dire – obiezioni alla possibilità di lasciarla crescere.
2020/08/28 05:47:11




