Paolo Pellegrin usa spesso una metafora: la fotografia per lui è come una lingua da imparare. Una lingua lontana, magari di un cepposconosciuto, a cui ci si avvicina, affascinati dal suo mistero. Poco a poco, il mistero svela i contorni e si lascia cogliere. La lingua rivela le sue leggi, le sue regole e lentamente il fotografo comincia a parlare qualche vocabolo, a cercare una sua personalesintassi con cui esprimersi e raccontare delle storie. E di storie Paolo Pellegrin in questi anni ne ha raccontate parecchie. Di quelle a volte dure, a volte addirittura tragiche, miste a guerre, a drammi umani, a popolazioni in pericolo. Perché la strada scelta da Pellegrin, membro di Magnum Photos e già molto affermato all’estero, è quella del fotogiornalismo puro, che non ha paura di guardare negli occhi il mondo e, soprattutto, di raccontarlo. Questo volume raccoglie il meglio delle sue fotografie: una carrellata in 10 anni di vita professionale vissuta sempre in prima fila, con la macchina fotografica incollata all’occhio.
2020/08/28 17:32:00



