Queste di Cinaski sono poesie simili a canzoni, piccole e ruvide rivelazioni di un filosofo da marciapiede, un anarchico un po’ maledetto, ingenuo e brontolone. Uno che viaggia tra le parole in modo eccentrico, che fugge da ciò che è stabile, troppo probabile,scontato. I suoi versi sono fatti di odori & odoracci, di sogni & logorazioni, malinconie, sesso immaginario e sesso vero. Una felice anarchia compositiva che trasmette ondate di disperazione e impennate di ironia.
2020/09/20 11:05:05



