Il ponte ferroviario sul fiume Forth in Scozia è considerato uno dei capolavori dell’ingegneria del XIX secolo: il più grande mai costruito e il primo con una sovrastruttura in acciaio. “Un romantico capitolo di una favola scientifica” come lo definì uno dei due progettisti, Benjamin Baker.Gli ingegneri, con le loro opere gigantesche dell’età Vittoriana, spazzarono via tutto quello che c’era prima di loro. Con ammirevole accuratezza scelsero la fotografia come fedele testimone di questa trasformazione radicale. Non è un caso, quindi, che le operazioni di costruzione del Forth Bridge vennero integrate con negativi su lastra in vetro, fornendo una delle più importanti raccolte iconografiche della storia della fotografia.Il fotografo ufficiale della costruzione del Forth Bridge fu l’ingegnere Evelyn George Carey, assistente anche al progetto. Solo in rari casi, anche oggi, i fotografi comprendono profondamente e professionalmente i soggetti rappresentati e il vero scopo di coloro che li hanno costruiti. L’obiettivo di Evelyn George Carey era quello di registrare il più accuratamente possibile i progressi della costruzione della struttura sul “Firth of Forth”. Lo raggiunse tramite soluzioni tecniche e precisione, nonostante i grandi sforzi richiesti per trasportare l’ingombrante equipaggiamento fra i confini dello spazio e della luce nei cassoni e nei labirinti d’acciaio delle travi a sbalzo incomplete.Questo volume si propone di mostrare per la prima volta le immagini direttamente stampate dai negativi originali conservati presso lo Scottish Record Office di Edimburgo, mettendo in evidenza la straordinaria visione e intraprendenza dello sguardo dell’ingegnere.
2020/08/29 11:20:09



