Gaetano Marini, un ufficiale garibaldino che ha seguito l'Eroe dei Due Mondi fino al Volturno, nel1862 lascia l'esercito ed entra nell'Amministrazione civile del nuovo Regno d'Italia. Il Governo diTorino lo invia in Sicilia, a Bivona, in qualità di "verificatoredi pesi e misure". Il suo compito è inpratica quello di introdurre in quel centro di tremila abitanti - e di centinaia di maiali che pascolano"tutto il giorno per le vie del Paese" - la lira e il chilo, il metro e il litro al posto di rotoli, tarì, pami equartucci in uso da secoli. Per Marini si tratta di "un problema di progresso, una missionepatriottica". Istituisce corsi serali per spiegare la bontà della nuova civiltà del metro, perpropagandare le virtù salvifiche delle nuove misure. "Scrive a una fabbrica di Torino e fa arrivare icampioni delle misure. Prepara avvisi da affiggere in ogni cantone di ogni paesino del Circondario.Chiama il banditore col tamburino. Manda circolari a tutti i Sindaci. Sollecita. Consiglia. Convoca.Insiste". I manifesti di Marini vengonoimmediatamente fatti distruggere dal Sottoprefetto di Bivona inquanto privi del bollo d'affissione: "il garibaldino perseguitato" -come lo stesso Marini volledefinirsi - finirà sconfitto e scacciato dai notabili del luogo, impareggiabili nelle tattica del"rimandare sempre a domani"- lucrando nel frattempo sui poveri desiderosi di sfuggire alla Levamilitare per bassa statura o insufficienza toracica (più facile "verificarle" a palmi, pollici e dita chenon imbarcarsi nell'avventura del metro).
2020/08/28 06:34:24



