Genova, Stati Sabaudi, Feudi Imperiali, Stati Farnesiani, Monferrato, Stato di Milano. Un ricchissimo apparato iconografico guida illettore a ripercorrere - e non solo metaforicamente - le "antiche strade" che tra XVI e XVIII secolo collegavano l’Italia nord-occidentale all’Europa. Erano quelle strade del commercio, tradizionalmente conosciute come "vie del sale", che partendo dalle coste del Genovesato, superati i percorsi tortuosi degli Appennini e attraversata la Pianura Padana, risalivano lungo fiumi e canalinavigabili o via terra verso la regione dei laghi e da lì, valicando i passi alpini, raggiungevano i Cantoni elvetici. Strade ufficiali e strade di "sfroso", ovvero del contrabbando, solcavano allora realtà territoriali complesse, divise e contese tra stati,comunità e giurisdizioni diverse, dove dazi e gabelle, esenzioni e privilegi, diritti di proprietà e diritti d’uso regolamentavano il passaggio di uomini e merci. Nel corso di quei secoli gli sviluppi della politica imposero una definizione dei confini e un"disegno" sempre più preciso del territorio che la cartografia tradusse nelle sue varie forme. E proprio alla cartografia i vari contributi dell’opera curata da Marina Cavallera - docente all’Università degli Studi di Milano - hanno fatto ricorso come strumentodi lettura storica di alcune realtà politiche, economiche e geografiche particolari: schizzi e mappe a varia scala, disegnati e acquerellati, che carte topografiche a stampa completano in una visione d’insieme più vasta. E poi le vedute e i soggetti "di genere": incisioni che tra Seicento e inizio Ottocento ci rivelano i "modi del viaggiare" di quei tempi, a piedi o a cavallo, in carrozza o a dorso di mulo, su barconi o lungo sentieri dove non erano rari gli assalti di briganti...
2020/08/28 02:42:47



