Contraddizioni, compromessi, sottili ambiguità, disimpegno degli intellettuali italiani durante la guerra. Il titolo del volume si riferisce a una metafora centrale nella civiltà dell’Occidente, quella appunto del «naufragio con spettatore» in cui si riflette l’atteggiamento dell’uomo dinanzi alla vita e alla storia (una metafora proveniente dal secondo libro del “De rerum natura” di Lucrezio: «Dolce, quando i venti sul grande mare turbano le acque, / è guardare da terra il grande travaglio di un altro- / non perché dia gioia e piacere che uno s’affanni, / ma perché dolce è vedere da che tormenti sei immune». Qui gli spettatori sono gli intellettuali italiani, in particolare i letterati, di fronte alla Seconda guerra mondiale. Il volume racconta come molti di essi, forse la maggioranza, evitarono l’impegno politico-culturale diretto a favore di una varietà di forme di «disimpegno». Analizzando con attenzione e ricchezza di dettaglio molte figure fondamentali (da Pavese a Meneghello, da Capitini a Malaparte), Raffaele Liuccifa il punto su un argomento molto controverso, senza cadere nei luoghi comuni che abbondano in questo campo.
2020/08/30 06:14:51



