Carlo Rubini lavora in Rai. Da venticinque anni varca la soglia del civico 27 di Corso Sempione a Milano, passa i controlli di sicurezza, timbra il cartellino. Una mattina, però, si accorge che qualcosa non quadra: i colleghi volatilizzati, le guardie giuratesparite, la desolazione che abbraccia l'intero edificio. Carlo non fa in tempo a chiedersi cosa sia successo: viene tramortito e perde i sensi. Al suo risveglio si ritrova chiuso in uno sgabuzzino insieme ad altri tre colleghi: Gennaro La Porta (il vecchio usciere napoletano), Sandra (la delegata di produzione padana) e il misterioso Dirigente. I quattro condivideranno un'esperienza al limite della paranoia, incerti se essere i protagonisti di un sequestro o di un macabro reality show. Durante la prigionia forzata, discuteranno animatamente del passato e del futuro della Rai, della sua progressiva perdita di quote di democrazia (parallela alla graduale privazione di libertà del Paese). Intorno a loro, lentamente, il mondo scivolerà nel baratro della follia. Un romanzo grottesco e spietato, a metà strada tra “The Big Kahuna”, “The running man” e un dialogo platonico. Un'analisi feroce e accorata delle (pessime) condizioni di salute della Televisione di Stato.
2020/08/28 00:19:42



