Mentre strizza l’occhio alla grande narrativa dell’Ottocento (Una storia comune fu il romanzo d’esordio di Goncarov), il titolo di questo libro rimanda a qualcosa di urgentemente contemporaneo: il grande dibattito sui «common goods». Perché anche la storia – intesa sia quale scienza di un passato condiviso, sia quale tecnica di una memoria collettiva – deve essere oggi ripensata e tutelata quale «bene comune». Ma per valere da bene comune, la storia deve essere sottratta a chi vuole farne un bene indifferenziato: una «narrazione» spendibile sul mercato della creatività letteraria come su quello della propaganda politica. La storia è un bene troppo prezioso per essere lasciato in pasto a praticoni più o meno abili nella contaminazione dei generi.
2020/08/30 00:49:32




