«Trasfigurazione lirica di fatti realmente accaduti» definisce questo racconto, che è anche l’irruzione in primo piano di un dramma frantumato, per sprazzi e barlumi come illuminati, l’autore – Mimmo Sammartino- i fatti sono quelli del più grande naufragio nel Mediterraneo dopo la guerra che costò la vita nel Natale del 1996 a 283 migranti, restati in fondo al mare senza sepoltura, senza colpevoli per la loro morte e senza nemmeno diritto di cronaca se non fosse stato per l’opera di pochi, coraggiosi e tenaci giornalisti: e vivi e morti in queste pagine continuano a narrare la storia dei popoli dell’esodo.
2020/08/28 21:50:09



