"Tindari, un luogo svelato. Memoria ancestrale di uno spazio indefinito. Eterea e terrena. Astratta e viscerale. Tindari è un teatro antico che rivive ad ogni sguardo. L'incavo che conduce lo sguardo fino all'abisso del mare è come una nenia dolce e antica. Qui si celebra ogni anno un calendario di eventi e di incontri culturali straordinario con artisti che tanto hanno dato a questa terra anche perché chi giunge a Tindari tanto raccoglie. Prima di tutto emozioni e poi ritornano i ricordi di un luogo che mai dimentica la sua storia. Tindari è per me un luogo speciale, lo è sempre stato, sin da piccolo, quando con pantaloncini estivi ci venivo con i miei genitori e rimanevo incantato di fronte alle immensità che il luogo offre. Tindari è luogo, ma è anche sintesi di momenti diversi. Tindari è mare con precipizi visivi sfuggenti e straordinari, un mare turchese e panorami incantati. Eppure è anche terra, con la sabbia di Marinello e incavi di dune e avvolgenti curve che addolciscono il promontorio. Ma non si esaurisce qui l'incantamento di questo luogo. Tindari è anche cielo, con la Madonna nera e soave che veglia questi luoghi con uno sguardo materno e protettivo. La miscellanea di mare, terra e cielo è la sintesi di questo spazio e lo rappresenta, perché qui troviamo culture secolari, greche e romane che si armonizzano con la tradizione cristiana. Qui posò lo sguardo Quasimodo. La sua lirica Vento a Tindari raccoglie un popolo muto che sembra assistere silente e attento a questa perenne narrazione, "Tindari, mite ti so fra larghi colli pensile sull'acque dell'isole dolci d
2020/08/27 23:24:35




