Oggi nei due terzi dei paesi del mondo sono presenti governi democratici, a partecipazione popolare. Eppure è sempre più evidente nei cittadini un atteggiamento di forte insoddisfazione e disincanto verso la politica. Tanto da arrivare a chiedersi se davvero la politica è importante, se c'è ancora spazio e disponibilità per un impegno civile che abbia come obiettivo il benessere della collettività. E' la sfida che il politologo Gerry Stoker raccoglie in questo libro. La sua analisi disincantata e lucida della partecipazione popolare alla politica rivela che i problemi nascono, come si sarebbe portati a credere, da un aumento della corruzione degli uomini politici, né da un distacco dagli ideali democratici, quanto piuttosto da certe "patologie" caratteristiche della nostra società: il prevalere dell'individualismo e del consumismo- un atteggiamento di cinismo diffuso, che genera sfiducia nelle parole dei politici- una rinnovata fortuna del populismo, che rende incapaci di vedere la complessità della politica. Di fronte a questa disaffezione, occorre, secondo Stoker, ripensare i modi della partecipazione: rendere più valida e aperta la politica rappresentativa- permettere la rinascita di una passione "amatoriale", contrapposta alla crescente "professionalizzazione" della politica, diventata ormai arena esclusiva di partiti e lobbies- coltivare un impegno da "dilettanti competenti", in grado di raccogliere le sfide della convivenza civile.
2020/08/28 11:47:16



