Nel mondo occidentale è in atto una profonda e costante negazione di quanto sta accadendo in Medioriente. Si è negata dapprima la “rivoluzione siriana” e ora si nega quello che sotto ogni aspetto è il genocidio di un genocidio. Un’indifferenza figlia dell’emergenza-terrorismo, dell’ideologia rossobruna che accomuna nell’antiamericanismo le radicalità di destra e sinistra, della “teologia della geopolitica sovietica” secondo cui Mosca e i suoi alleati arabi, nasseriani ma soprattutto baathisti, hanno sempre ragione. Si è arrivati così a non vedere i massacri “genocidiari” di Saddam Hussein e di Hafez al-Assad in passato e quelli di Bashar al-Assad oggi, dietro i quali si nasconde l’esportazione della rivoluzione iraniana fino alle coste del Mediterraneo, a mezzodella più feroce operazione di pulizia etnica della storia recente. Contro tutto questo si è levata nuovamente profetica la voce dipapa Francesco, che con coerenza ha cercato di riaccendere i riflettori su una tragedia che rischia di avere enormi conseguenze nonsolo sulla geopolitica ma anche sul dialogo interreligioso.
2020/08/28 15:26:18




